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Devices in famiglia: strategie anti-crisi!

  • Immagine del redattore: Barbara Riccioni
    Barbara Riccioni
  • 1 dic 2020
  • Tempo di lettura: 3 min

Mio figlio passa sempre più tempo con lo smartphone!


Mi trovo sempre a brontolare per fargli mettere via il cellulare, non è possibile!


Ormai non parliamo più, ogni attimo libero lo passa con gli occhi fissi sullo schermo…


Queste le frasi che continuo a sentirmi ripetere dalla maggior parte di chi ha figli sopra gli 11 anni.



L’uso degli smartphone e dei tablet mina sempre più il rapporto genitori-figli. Cosa fare allora? possibile tornare indietro? È possibile recuperare questo rapporto o forse dobbiamo lasciare che tutto ‘vada come sta andando’ tanto non possiamo farci niente, questo è il frutto del progresso, dell’evoluzione…


Certo, 40 anni fa quando gli smartphone non esistevano, il problema non si presentava… ma ahimè, oggi siamo nel 2020 e gli smartphone non sono neppure l’ultimo marchingegno dell’innovazione. Quindi, affrontiamo il problema e cerchiamo di trovare dei punti d’incontro con i nostri figli 😉


PUNTO 1: Accettazione

Accettiamo la presenza dei devices nella nostra vita e in quella dei nostri figli. Non servirà a niente voler che le cose tornino come erano 20 anni fa, se non a renderci le cose sempre più complicate!


Iniziamo a domandarci cosa ci trovano di così divertente e/o interessante nell’utilizzo di tali mezzi; magari domandiamolo a loro, e non con fare giudicante o accusatorio, facciamolo mostrando un vero interesse. Proviamo a metterci nei panni dei nostri ragazzi e guardiamo il mondo attraverso i loro occhi: cercare di entrare nel loro mondo sarà il primo passo verso il dialogo e verso la condivisione. Chiediamo loro di spiegarci come usare le funzionalità di alcune App, lo sapranno fare sicuramente meglio di noi! Si sentiranno così apprezzati e capiranno che vi state veramente interessando a loro, forse per la prima volta senza giudicarli.


PUNTO 2: Regole condivise

Stabiliamo insieme ai nostri figli alcune regole condivise sull’uso dei devices in famiglia. Le basi per un digital wellbeing si pongono fin da piccoli e vanno introdotte in una routine familiare, ad esempio: non usare lo smartphone in compagnia e mai durante il pranzo o la cena, non usare i devices dopo le 21, spegnerli e lasciarli fuori dalla camera da letto, sì invece al loro uso dopo aver fatto i compiti e prima di cena e sì ad un uso integrativo per lo studio, non dimentichiamoci l’importante funzione di approfondimento che tali mezzi possono svolgere.


PUNTO 3: Coerenza

Ricordiamoci che siamo il più grande esempio per i nostri figli, loro ci osservano, ci scrutano minuziosamente e sono pronti a cogliere ogni minimo segno di incoerenza sul nostro percorso per trasformarlo (ovviamente) in un elemento a loro vantaggio! Se quindi stabiliamo la regola di non usare lo smartphone durante il pranzo e la cena o durante i momenti condivisi, mi raccomando, non dovrà esistere riunione o urgenza che possa farci venir meno al nostro patto.

Se poi siamo noi i primi a controllare continuamente lo schermo del telefonino per vedere l’ultima notifica o se spendiamo il nostro tempo libero sui social a controllare i post degli amici, non lamentiamoci se i nostri figli faranno altrettanto. In tal senso, le regole stabilite insieme possono essere l’occasione anche per noi genitori di stabilire un rapporto più sano con la tecnologia.


PUNTO 4: Empatia

L’aspetto più importante per poter costruire un dialogo con i propri figli è quello di trovarsi sulla stessa lunghezza d’onda. Per farlo dobbiamo sinceramente dar loro una possibilità. La possibilità di essere adolescenti e ragazzi nel 2020 con tutte le difficoltà, i pericoli, ma anche il valore aggiunto che questo comporta. Il loro mondo non assomiglia neppure un po’ a quello che abbiamo scoperto e vissuto noi alla loro età; è per questo che non possiamo fare confronti. Regaliamo loro un po’ della nostra fiducia, prendiamoli per mano e facciamoci accompagnare alla scoperta di ciò che gli piace, di ciò che li appassiona e li sprona. Di ciò che li motiva e di ciò che li spaventa. Dobbiamo esser loro di supporto in questo cammino, essere la loro ancora e la loro certezza; crescere significare imparare, imparare significa sbagliare, cadere e trovare la forza per rialzarsi e provarci di nuovo.


Ricordiamo: siamo alleati e non nemici in questo cammino 😊


W i genitori

W i ragazzi!!!!



 
 
 

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